Il consumo di cannabis può essere un aiuto per gestire la pressione alta o fa più danno che bene? Anche se secondo alcuni studi la cannabis ha degli effetti positivi, i medici mettono in guardia dai rischi per il cuore e per il sistema circolatorio. In questo articolo faremo luce su questo argomento e vedremo cosa dice veramente la scienza al riguardo.
Il consumo di cannabis nel mondo è in crescita
Il consumo di cannabis in numerose parti del mondo sta crescendo con una stima di 244 milioni di consumatori nel 2025. Molti di più dei 178 milioni di età compresa tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di cannabis almeno una volta nel 2012. Anche se l’uso della cannabis è tradizionalmente legato ad un uso ricreativo (spesso illecito), sempre più paesi la stanno legalizzando e alcuni, Italia compresa, stanno consentendo il consumo di cannabis o prodotti derivanti da essa, a scopo terapeutico.
Quando si usa il termine “terapeutico”, solitamente ci si riferisce all’uso di cannabis o cannabinoidi (le sostanze chimiche derivanti dalle piante di cannabis) a scopo medico, per esempio per trattare malattie o alleviare i sintomi. Queste sostanze possono essere assunte per via orale, sublinguale (sotto la lingua) o topica; possono essere fumate, inalate, combinate con gli alimenti o con il tè. In Italia è improbabile che venga prescritta la cannabis poichè viene fatto solo per rare forme di epilessia, vomito o nausea causati dalla chemioterapia e per alcuni casi di sclerosi multipla. Inoltre bisogna fare attenzione ad acquistare prodotti a base di cannabis online poichè la loro qualità e il loro contenuto sono sconosciuti e potrebbero essere pericolosi oltre che illegali in Italia.
È interessante notare che in alcuni paesi in cui la cannabis è stata legalizzata, come in Canada, gli adulti rappresentano il gruppo di nuovi consumatori in più rapida crescita. Nel loro caso la cannabis viene usata a scopo terapeutico, per alleviare il dolore ad esempio. Tuttavia, dall’altra parte è stato osservato che è improbabile che questi consumatori ricevano delle istruzioni da parte del personale sanitario e spesso si informano tramite fonti al di fuori del contesto clinico e. sia medici che ricercatori hanno evidenziato il rischio derivante dalla mancanza di informazioni accurate.
In questo articolo forniremo una breve panoramica sulla cannabis e sui suoi componenti, su come agisce a livello biologico, sulle sue applicazioni mediche, sul suo impatto sul cuore e sul sistema cardiovascolare ed elencheremo diversi studi che ne hanno esaminato gli effetti.
Cannabis: tre cose da sapere
- È stato dimostrato che la cannabis contiene due sostanze chimiche che hanno un impatto sul corpo umano: Δ‐9‐tetraidrocannabinolo (anche conosciuto come THC) e cannabidiolo (CBD). Queste sostanze hanno una struttura chimica molto simile, ma con effetti diversi.
- THC: il principale componente psicoattivo della cannabis e responsabile di quella sensazione di “sballo” percepita da chi ne fa uso. Interagisce sia con il recettore cannabinoide 1 (CB1R) sia con il recettore cannabinoide 2 (CB2R). I recettori cannabinoidi 1 sono localizzati nel cervello, cuore, fegato, sistema cardiovascolare, pelle e muscoli mentre i recettori cannabinoidi 2 si trovano nel tratto gastrointestinale e nei leucociti e in generale nel sistema immunitario.
- CBD: può interagire con i recettori cannabinoidi del corpo e può avere effetti antiossidanti e antinfiammatori. Tuttavia questi sono abbastanza complessi e ancora non del tutto chiari.
- Ci sono solo pochi studi riguardo l’impatto della cannabis sul sistema cardiovascolare e questi spesso sono di piccola scala, condotti sul breve termine o con diverse limitazioni.
- È possibile assumere la cannabis in diversi modi, ad esempio fumando, svapando, ingerendola o ricorrendo all’applicazione topica (direttamente sulla pelle). Ognuna di queste modalità influisce sulla quantità di ingredienti attivi a cui si è esposti ed eventualmente sul modo in cui interagiscono con il corpo.
Uso della cannabis ed effetti biologici
Gli effetti biologici della cannabis sul corpo possono variare di molto in base alla persona e potrebbero dipendere dal modo in cui viene somministrata. Ad esempio, se la cannabis viene inalata nei polmoni, i suoi componenti attivi entreranno nel flusso sanguigno rapidamente raggiungendo subito il cervello ed altri organi e i suoi effetti si faranno sentire dopo solo pochi secondi o minuti. Mentre se si mangiano o bevono prodotti che contengono cannabis, il corpo dovrà prima digerirne le componenti e questo porta ad un’azione più lenta.
Cannabis a scopo terapeutico
Uno studio che ha analizzato i dati di test clinici randomizzati sull’uso di cannabinoidi a scopo medico ha mostrato che effettivamente ci sono delle prove a supporto di un loro beneficio per trattare il dolore cronico e la spasticità muscolare. Sono state trovate inoltre prove non molto attendibili sugli effetti positivi dei cannabinoidi contro vomito e nausea dovuti alla chemioterapia, contro l’aumento di peso in condizioni di HIV e contro disturbi del sonno e sindrome di Tourette. Dall’altro lato però l’uso di questi cannabinoidi era associato anche ad un maggior rischio di effetti collaterali avversi sul breve termine come vertigini, confusione, diarrea e sonnolenza.
Cannabis e cuore
Il modo in cui la cannabis agisce sul corpo dipende dalla quantità di THC contenuta. Maggiori sono i livelli di THC, maggiore è il suo impatto. Quando si parla degli effetti collaterali della cannabis, bisogna prendere in considerazione proprio questo componente.
Uno studio clinico pubblicato sul Journal of the American Heart Association nel 2024 ha analizzato l’impatto del THC sul sistema cardiovascolare. Nei partecipanti che hanno fatto uso di cannabis con un alto contenuto di THC, a prescindere dal modo in cui l’hanno inalata (fumando o svapando), i ricercatori hanno osservato i seguenti effetti:
- Un aumento della frequenza cardiaca e
- Un aumento della pressione
Entrambi possono portare ad un maggiore irrigidimento delle arterie e ad una disfunzione diastolica del cuore (la capacità del cuore di rilassarsi e riempire i ventricoli tra un battito e un altro).
Questo studio si ricollega ad un’altra ricerca condotta negli Stati Uniti dove è stato analizzato il legame tra il consumo di cannabis e i suoi effetti sulle persone, non fumatori, di età compresa tra i 18 e i 74 anni. Anche se questo non era un test e si basava su dati già raccolti in precedenza (presentava quindi dei limiti), è stato osservato che il consumo di cannabis era legato ad un maggior rischio di incorrere in infarto miocardico e ictus e questo rischio aumentava se i partecipanti usavano cannabis regolarmente a prescindere se fumassero le sigarette o meno. Anche un altro studio incentrato sull’uso di sostanze a scopo ricreativo nella popolazione adulta, ha dimostrato che c’è una correlazione tra queste e l’insorgenza prematura dell’aterosclerosi a prescindere dal tipo di sostanza assunto.
Finora sembra che il legame tra cannabis e problemi di salute cardiovascolare sia abbastanza evidente, ma c’è uno studio che bisogna menzionare in cui i ricercatori hanno dimostrato che le persone anziane (età media 70 anni) che soffrono di ipertensione, dopo aver ricevuto un trattamento a base di cannabis per 3 mesi, hanno riscontrato un abbassamento della pressione sistolica e diastolica, con il calo più significativo registrato 3 ore dopo la somministrazione della cannabis. Tuttavia, questo studio presenta diversi limiti che dovrebbero essere tenuti in considerazione: innanzitutto è uno studio che è stato condotto su piccola scala, non c’era un gruppo di controllo, alcuni pazienti stavano già assumendo farmaci per la pressione e la maggior parte dei partecipanti aveva già dei problemi di salute preesistenti come il diabete che potevano influenzare la pressione.
Vuoi saperne di più su come monitorare la tua pressione sanguigna efficacemente? Iscriviti alla nostra newletter e ricevi aggiornamenti!
L’impatto del CBD sul tuo corpo
Anche se finora abbiamo parlato della cannabis nel suo complesso, quando ci soffermiamo sui suoi effetti negativi sul sistema cardiovascolare e quindi sulla pressione, stiamo in realtà parlando di uno dei suoi componenti, il THC. Potresti aver sentito anche dell’altro componente, il CBD usato per diversi prodotti pubblicizzati per i loro effetti positivi sulla salute come sensazione di benessere generale, relax e sollievo dal dolore e dallo stress. Anche se questo articolo si focalizza principalmente sull’impatto della cannabis sul cuore e sulla pressione, vale la pena dare un’occhiata più da vicino al CBD.
Il cannabidiolo o CBD, è uno dei principali componenti della cannabis, ma a differenza del THC non provoca quella sensazione di sballo anche se entrambi hanno una struttura chimica simile. Questa sostanza ha comunque un impatto fisiologico e ne sono stati dimostrati gli effetti ansiolitici, in particolare la capacità di alleviare la sensazione di ansia, panico e tensione.
Una ricerca condotta in Brasile ha mostrato che una singola dose di CBD somministrata a dei partecipanti prima di fargli fare qualcosa che li spaventavano, li ha aiutati a sentirsi meno in ansia, ad alleviare la sensazione di disagio e i sintomi del disturbo cognitivo. Tuttavia, i ricercatori hanno affermato che sono necessari maggiori test e su un campione di persone più ampio. Rimanendo sul tema del legame tra CBD e pressione, un altro studio sempre condotto in Brasile e pubblicato nel 2025 ha ipotizzato che l’uso del CBD sul lungo termine potrebbe essere utile per tenere sotto controllo la pressione nei pazienti ipertesi grazie alle sue proprietà vasodilatatorie, ma sono necessarie ulteriori ricerche.
Riepilogo
Anche se si parla spesso dell’uso della cannabis a scopo terapeutico con alcune prove a sostegno dei suoi effetti positivi in alcuni casi, come il trattamento del dolore cronico e della spasticità muscolare, i suoi benefici in generale sono ancora oggetto di discussione. Ad esempio i ricercatori americani mettono in guardia le persone con malattie cardiovascolari preesistenti poichè potrebbero correre un maggior rischio di incorrere in attacchi di cuore e ictus.
Metodi naturali comprovati per abbassare la pressione al posto della cannabis
Anche se non è ancora stato dimostrato che la cannabis abbassi la pressione, ci sono altri modi per farlo e per mantenere il tuo cuore in buona salute in modo naturale. Attività fisica regolare, una dieta equilibrata con meno sale e più verdure, meno stress, dormire a sufficienza e astenersi da fumo e alcol sono tutte strategie fondamentali per prenderti cura del tuo cuore.
Ed è qui che entra in gioco Hilo Band: grazie ad un monitoraggio costante senza bracciale, puoi tenere traccia dei tuoi valori senza dover interrompere le tue attività quotidiane. Hilo analizza i dati, riconosce i pattern e fornisce informazioni importanti per te e il tuo medico per decidere come agire. In questo modo è possibile ricevere un trattamento per la pressione alta più preciso ed efficace e non avrai dubbi sul fatto che stai facendo il meglio per la tua salute. Tra l’altro abbiamo aggiunto nuove funzionalità all’app e ora Hilo Band può contare i passi e raccogliere dati sul sonno permettendoti di vedere quali sono i benefici sulla tua salute di un’attività fisica costante e di un sonno di qualità.
FAQ
La cannabis aiuta contro la pressione alta?
Non è stato ancora dimostrato che la cannabis aiuti effettivamente contro la pressione alta. I test clinici condotti negli Stati Uniti hanno dimostrato che il consumo di cannabis dove il THC è il componente predominante porta ad un aumento della frequenza cardiaca e della pressione. Ciò potrebbe comportare un irrigidimento delle arterie e una disfunzione diastolica del cuore. Anche se il CBD, l’altro componente della cannabis, potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la pressione sul lungo termine nei pazienti ipertesi grazie alle sue proprietà vasodilatatorie, sono comunque necessarie ulteriori ricerche.
Cosa posso fare per abbassare la pressione?
Nel breve termine, riposare, fare respiri profondi (respirazione quadrata) e ridurre quanto più possibile lo stress sono tutti metodi utili per abbassare la pressione. Sul lungo termine invece bisognerebbe svolgere attività fisica regolarmente, seguire una dieta sana, ridurre l’apporto di sale (sodio) e assumere farmaci (se necessario). Un continuo monitoraggio con Hilo Band rende possibile riconoscere i pattern della tua pressione e vedere immediatamente gli effetti delle tue scelte.
La cannabis fa bene al cuore?
La risposta breve è no. L’esposizione al THC può aumentare la tua frequenza cardiaca e incrementare il rischio di infarti, specialmente in persone con problemi di cuore preesistenti. Le ricerche hanno dimostrato che il CBD ha un’azione protettiva ed effetti vasodilatatori, ma mancano studi di lungo termine e su larga scala. Consigliamo di fare attenzione.
Le informazioni contenute in questo articolo sono solo a scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. Se pensi di soffrire di ipertensione o la tua pressione ti preoccupa rivolgiti al tuo medico. Saprà consigliarti il modo migliore per tenerla sotto controllo. Se tu o una persona a te cara avete bisogno di un ulteriore supporto in caso di dipendenza o uso di droghe, ci sono diversi numeri verdi a cui rivolgersi tra cui quello dell’ISS.
Fonti
World Drug Report 2025: uno sguardo globale alle dinamiche del narcotraffico. Meglio legale. https://megliolegale.it/world-drug-report-2025-uno-sguardo-globale-alle-dinamiche-del-narcotraffico/
Uso medico della cannabis. Ministero della Salute. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/medicinali-stupefacenti-e-precursori-di-droghe/uso-medico-della-cannabis
Utilizzo terapeutico dei cannabinoidi in Italia. Biodiritto. https://www.biodiritto.org/Dossier/Utilizzo-terapeutico-dei-cannabinoidi-in-Italia
J. Baumbusch, I. Sloan Yip (2020). Exploring New Use of Cannabis among Older Adults. Clin. Gerontol., 44, 25. https://doi.org/10.1080/07317115.2020.1746720
O. J. Ilonze, R. L. Page II (2024). Smoking or Vaping Cannabis and Cardiovascular Function: Is Δ‐9‐Tetrahydrocannabinol the Main Culprit? J. Am. Heart Assoc., 13, e038913. https://doi.org/10.1161/JAHA.124.038913
Cannabis e cannabinoidi. Istituto Superiore di Sanità. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/cannabis-e-cannabinoidi
Penny F. Whiting, PhD1,2,3; Robert F. Wolff, MD3; Sohan Deshpande, MSc3, Marcello Di Nisio, PhD4,5; Steven Duffy, PgD3; Adrian V. Hernandez, MD, PhD6,7; J. Christiaan Keurentjes, MD, PhD8; Shona Lang, PhD3; Kate Misso, MSc3; Steve Ryder, MSc3; Simone Schmidlkofer, MSc9; Marie Westwood, PhD3; Jos Kleijnen, MD, PhD3,10/. Cannabinoids for Medical Use. A Systematic Review and Meta-analysis https://doi.org/10.1001/jama.2015.6358
NCT04693884 – Cannabis Inhalation: Effects on Cardiovascular Function During Rest and Exercise. Clinical Trials.gov. https://clinicaltrials.gov/study/NCT04693884
C. P. Cheung, A. M. Coates, R. E. Baker, J. F. Burr (2024). Acute Effects of Cannabis Inhalation on Arterial Stiffness, Vascular Endothelial Function, and Cardiac Function. J. Am. Heart Assoc., 13, e037731. https://doi.org/10.1161/JAHA.124.037731
Disfunzione diastolica. Istituto Superiore di Sanità. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/d/disfunzione-diastolica
A. M. Jeffers, S. Glantz, A. L. Byers, S. Keyhani (2024). Association of Cannabis Use With Cardiovascular Outcomes Among US Adults. J. Am. Heart Assoc., 13, e030178. https://doi.org/10.1161/JAHA.123.030178
Infarto acuto del miocardio. Manuale MSD. https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-dell-apparato-cardiovascolare/coronaropatia/infarto-acuto-del-miocardio
D. Mahtta, D. Ramsey, C. Krittanawong et al. (2021). Recreational substance use among patients with premature atherosclerotic cardiovascular disease. Heart, 107, 650. https://doi.org/10.1136/heartjnl-2020-318119
Aterosclerosi. Fondazione Veronesi. https://www.fondazioneveronesi.it/educazione-alla-salute/glossario/aterosclerosi
R. Abuhasira, Y. S. Havivb, M. Leiba et al. (2021). Cannabis is associated with blood pressure reduction in older adults – A 24-hours ambulatory blood pressure monitoring study, Eur. J. Intern. Med., 86, 79. https://doi.org/10.1016/j.ejim.2021.01.005
M. M Bergamaschi, R. H. Costa Queiroz, M. H. Nisihara Chagas, et al. (2011). Cannabidiol Reduces the Anxiety Induced by Simulated Public Speaking in Treatment-Naïve Social Phobia Patients. Neuropsychopharmacol., 36, 1219. https://doi.org/10.1038/npp.2011.6
B. Moreira Candeloro, N. Sousa Oliveira, A. C. Franchi, et al. (2025). Systematic Review and Meta-analysis to Investigate the Effects of Cannabidiol on Blood Pressure: Examination of Randomized Triple- and Double-Blind Placebo Trials. Rev. Bras. Farmacogn., 35, 878. https://doi.org/10.1007/s43450-025-00680-6
Cannabis terapeutica: 5 cose da sapere. Fondazione Veronesi.
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/altre-news/cannabis-terapeutica-5-cose-da-sapere
Abbassa la pressione in modo naturale con la dieta DASH. Hilo. https://hilo.com/it/art/dash-abbassa-tensione/
Sonno, pressione, salute e benessere: tutti elementi collegati tra loro. Hilo. https://hilo.com/it/art/unisci-puntini-sonno-pressione-sanguigna/
Hilo. https://hilo.com/it/misuratore-pressione/
Dati, dati ovunque, ma cosa vogliono dire realmente? Hilo. https://hilo.com/it/art/avviso-ipertensione-apple-watch/
Come si fa la respirazione quadrata? Fondazione Patrizio Paoletti. https://fondazionepatriziopaoletti.org/blog/salute-mentale/respirazione-quadrata-e-benessere-emozionale




